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Il sito per il tuo B&B o casa vacanze, fatto con l'AI

Booking e Airbnb ti portano ospiti, ma si prendono una parte di ogni prenotazione e decidono loro le regole. Un sito tuo, semplice e veloce, serve a farti trovare direttamente e a far tornare chi è già stato da te. Ecco come farlo con l'AI, senza spendere in tecnologia.

aggiornata al 28 ottobre 2026 · regole e commissioni cambiano: verifica sempre le fonti ufficiali

01Perché un sito tuo, se c'è già Booking?

I portali sono utili: ti fanno conoscere da chi non sa che esisti. Ma hanno un prezzo. Su Airbnb, con la commissione tutta a carico dell'host, la maggior parte paga il 15,5% di ogni prenotazione; su Booking le percentuali variano, ma il 15% è un valore frequente. Su una settimana da 700 euro sono un centinaio di euro.

Un sito tuo non sostituisce i portali: li affianca. Serve a:

  • far tornare gli ospiti senza passare di nuovo dal portale: «la prossima volta scrivimi direttamente»;
  • farti trovare da chi cerca il tuo nome su Google dopo averti visto su un portale, o ti ha conosciuto con il passaparola;
  • non dipendere da un algoritmo che domani può spostarti in fondo alla lista;
  • raccontare la casa e il posto come vuoi tu, senza i limiti di una scheda standard.

In Italia, dal 2017, le strutture sono libere di offrire sul proprio sito prezzi più bassi di quelli dei portali, e dal 2024 Booking ha tolto la clausola di parità anche nel resto d'Europa. Uno sconto per chi prenota direttamente è uno degli argomenti più convincenti che hai.

02Le pagine che servono davvero

Per un appartamento o un piccolo B&B bastano poche pagine. Anche una sola, lunga e ben ordinata, può andare bene.

  • Home: la foto migliore, cosa offri, dove sei, per chi è adatto. E subito il modo per contattarti.
  • La casa (o le camere): posti letto, tipo di letti, metri quadri, cucina, bagno, servizi. Tutto quello che un ospite ti chiederebbe al telefono.
  • Dove siamo: come arrivare in auto e in treno, parcheggio, distanze da paese, impianti, sentieri, lago. Un link a Google Maps basta.
  • Prezzi e disponibilità: anche solo «da 80 € a notte, scrivimi le date».
  • Contatti: telefono e email cliccabili, ed eventualmente WhatsApp.
  • Privacy: una pagina semplice, ne parliamo al punto 06.

Facoltative ma utili: dintorni (cosa fare in zona, ottima anche per farsi trovare su Google) e domande frequenti (orari di arrivo, animali, biancheria, tassa di soggiorno).

03Le foto

Su un sito di ospitalità le foto fanno metà del lavoro. Qualche regola:

  • Luce naturale, stanze in ordine, scattate in orizzontale. Meglio dieci foto buone che quaranta qualsiasi.
  • La prima foto è quella che decide: la vista, la stanza più bella, l'esterno nella stagione giusta.
  • Leggere: in formato WebP, larghe al massimo 1600 pixel. Le foto dal telefono pesano 4–5 MB l'una: così ne pesano 200–300 KB, e il sito resta veloce anche in montagna con una tacca di segnale.
  • Una breve descrizione per ogni foto (l'attributo alt), utile a chi non vede e a Google: «camera matrimoniale con vista sul lago», non «IMG_4521».
  • Solo foto tue, o con licenza libera per i dintorni. Quelle trovate in rete, no.

04Le lingue

Se ospiti stranieri, l'inglese è il minimo. Tedesco e francese se la tua zona li attira.

  • Pagine separate per ogni lingua (per esempio /en/), con un selettore ben visibile. Non cambiare lingua in automatico in base al paese: chi viaggia spesso non lo sopporta.
  • L'AI traduce bene, ma fai rileggere almeno le pagine principali a qualcuno che conosce la lingua. Se hai già traduzioni fatte bene, tienile.
  • Chiedi all'AI di collegare le versioni tra loro con i tag hreflang: dicono a Google quale pagina mostrare a chi.

05Prezzi, calendario e prenotazioni

Qui si complica, e conviene partire semplici. Tre livelli:

1. «Scrivimi le date»

Prezzi indicativi, nessun calendario, contatto diretto via email, telefono o WhatsApp. È la soluzione più semplice, non costa nulla e per un appartamento o due camere funziona benissimo: molti ospiti preferiscono comunque parlare con una persona.

2. Un calendario delle disponibilità

Booking e Airbnb permettono di esportare il calendario in un formato standard (iCal). Un sito HTML puro però non riesce a leggerlo da solo: serve un piccolo programma sul server, per esempio in PHP, oppure un servizio esterno da incorporare. Nel secondo caso ricorda che aggiungi codice di terzi alla pagina, spesso con cookie: va citato nella privacy e a volte richiede il banner.

3. Prenotazione e pagamento online

Ha senso con più unità e molte prenotazioni: servono un motore di prenotazione e di solito un gestore dei canali che sincronizza i portali. Sono servizi a pagamento, e a quel punto il sito diventa la vetrina di un sistema più grande.

consiglio

Parti dal livello 1. Se le richieste dirette crescono, passi al 2. I prezzi che pubblichi rispettali: un «da 80 €» che diventa 120 al telefono costa più di qualsiasi commissione.

06Gli obblighi: CIN e privacy

Non è consulenza legale: le regole cambiano anche da regione a regione, quindi verifica con il tuo comune, la regione o il commercialista. Le basi:

  • Il CIN, il codice identificativo nazionale, è obbligatorio per strutture ricettive e affitti brevi o turistici. La legge (art. 13-ter del DL 145/2023) chiede di esporlo all'esterno dell'edificio e di indicarlo «in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato». Per chi non lo espone sono previste sanzioni da 500 a 5.000 euro. Mettilo nel footer di tutte le pagine: è la scelta più prudente.
  • Il codice regionale (spesso chiamato CIR), dove la tua regione lo prevede: indicalo accanto al CIN.
  • La partita IVA, se l'attività è imprenditoriale: va indicata nel sito, di solito nel footer.
  • La privacy: una pagina che dica chi sei, quali dati ricevi (anche solo le email delle richieste) e come contattarti. Senza statistiche, mappe incorporate o widget esterni il sito non usa cookie e non ti serve il banner.

07Farsi trovare su Google

  • La scheda dell'attività su Google (Google Business Profile) è la cosa più importante, ancora prima del sito: è quella che compare sulla mappa quando qualcuno cerca «B&B» più il nome del tuo paese. Completala, mettici foto e il link al sito.
  • Il nome del posto nei titoli: «Appartamento vacanze a [paese] con vista lago» dice a Google e alle persone cosa sei e dove. «Benvenuti» non lo cerca nessuno.
  • Una pagina sui dintorni fatta bene, con cose che conosci solo tu, porta visite da chi sta ancora decidendo dove andare.
  • Dati strutturati: chiedi all'AI di aggiungere i dati del tipo LodgingBusiness (nome, indirizzo, telefono) con informazioni vere.
  • Le recensioni: non copiarle dai portali, che hanno le loro regole, e non inventarle mai. Meglio un link ai tuoi profili e l'invito agli ospiti contenti a lasciarne una sulla scheda Google.

08La richiesta da fare all'AI

Raccogli prima le informazioni, poi chiedi il sito. Con la skill gratuita l'AI segue anche le regole di struttura, velocità e SEO. Una richiesta di partenza:

Voglio il sito del mio [B&B / appartamento vacanze] in HTML,
seguendo le regole della skill che ti allego.

Nome: [nome]
Dove: [paese, valle, provincia]
Cosa offro: [posti letto, camere, servizi]
Per chi è adatto: [famiglie, escursionisti, coppie…]
Prezzi: [da … a … a notte, minimo notti]
Contatti: [telefono, email, WhatsApp]
CIN: [codice]   Codice regionale: [se previsto]
Lingue: italiano e inglese
Foto: [elenco con una riga di descrizione per ognuna]

Pagine: home, la casa, dove siamo, prezzi, contatti, privacy.
Nessun modulo: contatto diretto. CIN nel footer di ogni pagina.
Non inventare niente: dove manca un dato scrivi [DA COMPLETARE].

Per mettere il sito online, segui la guida Pubblicare un sito HTML gratis. Se hai già un vecchio sito in WordPress o Joomla, prima leggi come passare a un sito HTML senza perdere le posizioni su Google.

09Un esempio vero

Ho anche io una casa vacanze, e questa guida è quello che ho fatto per la mia. Il sito appartamentomelissa.it l'ho rifatto così: due lingue con le traduzioni originali, foto leggere, contatto diretto e una pagina di prenotazione con il calendario delle disponibilità e un modulo di richiesta. È il livello 2 del punto 05: prezzi e calendario si aggiornano da un piccolo pannello in PHP, senza database e senza CMS. Risultato su PageSpeed da mobile: 98 / 100 / 100 / 100.

Non serve di più. Il resto lo fanno le foto, la posizione e l'accoglienza.

10La checklist finale

  • Telefono, email e WhatsApp cliccabili e funzionanti
  • Prezzi indicativi chiari, e rispettati
  • CIN (e codice regionale, se serve) nel footer di ogni pagina
  • Foto leggere, con descrizione, la migliore per prima
  • Almeno l'inglese, riletto da una persona
  • Pagina privacy; nessun cookie se non serve
  • Scheda Google dell'attività completa, con il link al sito
  • Il sito si vede bene dal telefono, dove lo apriranno quasi tutti

Fonti

troppa roba?

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Con il progetto pilota il sito non lo paghi: in cambio ti chiedo una donazione a una buona causa, un link nel footer e un parere sincero. Le piccole strutture hanno la precedenza.